Il progetto nasce a fine 2014 dall’idea del Dott. Roberto Baldovin e Flavio De Santa per provare a coltivare, nelle montagne dell’Alto Friuli, il Solaris, una nuova varietà di uve da vino bianco recentemente introdotta nel panorama italiano; essendo già stato testato anche ad altitudini molto più elevate rispetto a quelle dei nostri campi sperimentali (anche a circa 1.280 metri slm al Passo della Mendola), siamo convinti che questa sia la cultivar ideale da coltivare nelle nostre zone dolomitiche, in particolare in zone come quelle di Forni di Sotto (UD) e Forni di Sopra (UD).

Il problema principale deriva dal fatto che Solaris non è ancora registrato nella regione Friuli Venezia Giulia, quindi non può essere coltivato per produrre e commercializzare vino derivato dai suoi mosti; per essere registrato, quindi, deve seguire un iter procedurale e burocratico, come dovrebbe essere: questo processo è la sperimentazione nella nostra regione.

Così ci siamo subito attivati ​​per trovare un partner (obbligatorio per legge) e per presentare domanda di “Richiesta di sperimentazione” alla Regione Friuli Venezia Giulia. Nostro Partner è l’illustre Istituto Agrario “E. Mach” di San Michele all’Adige, in provincia di Trento. Questo istituto è stato l’unico in Italia a testare Solaris nei propri laboratori ea presentare domanda di registrazione al Ministero delle Politiche Agricole di Roma (registrazione avvenuta con successo nel 2013). Grazie alla loro ricerca, a partire da dicembre 2016, Solaris può essere coltivato per produrre vino già in Trentino Alto Adige in Veneto. Adesso proviamo a portarlo anche in Friuli…

Scopo della sperimentazione, infatti, era quello di poter presentare agli Enti competenti, entro il 31.12.2020, una relazione esauriente in cui si può affermare senza alcun dubbio che Solaris (e anche tutte le altre varietà sperimentate e incluse nel richiesta di sperimentazione), possono essere coltivate con successo anche nelle nostre località, aprendo così una nuova economia locale, impossibile fino a pochi anni fa per mancanza di varietà specifiche per climi e suoli simili ai nostri. Successivamente, per raccogliere ulteriori dati e risultati, la sperimentazione è stata prorogata fino al 31.12.2024.

Dal 01.01.2021 solo il dott. Roberto Baldovin e l’“E. Mach” di San Michele all’Adige, insieme ai due collaboratori (Enologo Paolo Valdesolo e Dott. Nicola Macrì).

Ad aprile 2015 sono state piantate a scopo sperimentale 25 barbatelle a Forni di Sotto e 50 barbatelle a Forni di Sopra, tutte da Solaris su portainnesto S.O.4.

A maggio 2016 sono state piantate altre 400 talee a Forni di Sotto (su 125 portainnesto AA), sempre a scopo sperimentale. Il 28.09.2016 a Forni di Sotto sono state raccolte le prime uve mature e portate subito ad essere analizzate da un laboratorio certificato di Corno di Rosazzo (UD). I risultati delle analisi durante tutti gli anni della sperimentazione sono disponibili al link sottostante:

Insieme al Dott. Roberto Baldovin e Flavio De Santa collabora attivamente anche con il Dott. Marco Stefanini, ricercatore presso l’Istituto Agrario “Edmund Mach” di San Michele all’Adige (TN) e, fino al 2020, anche il Dott. Michele Bona, potatore professionista .

Per tutte le varietà viene utilizzato il sistema di potatura denominato “Simonit & Sirch” (http://simonitesirch.it), dal nome dei due ideatori, a doppio guyot, guyot singolo e cordone speronato: proveremo, in base alle varietà e altitudine, quale metodo di potatura si adatta meglio ai luoghi e alle varie specie.

Come accennato, ci avvaliamo della sperimentazione Solaris anche per testare altre varietà già iscritte sia nel Registro Nazionale dei Viti che nel F.V.G. (Julius (su portainnesto K5BB), a bacca nera, Soreli (su portainnesto SO4) e Sauvignon Kretos (su portainnesto K5BB) a bacca bianca), tutti resistenti al freddo e alle principali malattie che affliggono la vite. Julius, Soreli e Sauvignon Kretos sono stati creati dall’Università di Udine in collaborazione con i Vivai Cooperativi di Rauscedo. Insieme a queste varietà, a maggio 2018 è stata piantata anche una fila di 50 piante di Merlot Kanthus, sempre prodotte e commercializzate dai Vivai Cooperativi di Rauscedo. Infine, nello stesso periodo, sempre a scopo sperimentale, verranno piantate 75 talee di Cabernet Cortis.

Sono state impiantate anche un centinaio di talee di due prototipi sperimentali non ancora registrati (denominati RES F22 e RES F26, entrambi su portainnesto SO4), uno nero e uno bianco, in corso di studio presso il Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN).

L’iter burocratico della sperimentazione vera e propria è però iniziato il 29 dicembre 2016, con consegna alla F.V.G. dell’istanza di sperimentazione, firmata dal Dott. Roberto Baldovin, da Flavio De Santa e dal direttore del “Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach”. Di seguito troverai la copia della domanda datata, firmata, timbrata e registrata.

Un sodalizio con l’enologo ed amico Dott. Paolo Valdesolo e con l’amico Dott. Nicola Macrì dell’azienda “Enologica Friulana” di Udine.

In un’ottica di collaborazione con le aziende friulane operanti nel settore vitivinicolo regionale, da quest’anno (2019), il laboratorio di Enologica friulana Srl avvierà un percorso di ricerca in collaborazione con il Dott. Roberto Baldovin e i promotori del progetto Solaris.

L’interesse di Enologica Friulana per il progetto Solaris nasce anche dal fatto che crediamo fermamente che il futuro del settore vitivinicolo friulano passi attraverso l’attuazione di una viticoltura di qualità a bassissimo impatto ambientale. Riteniamo inoltre che per una migliore espressione della resistenza del vigneto agli agenti patogeni, il luogo di coltivazione della vite sia di fondamentale importanza.

Probabilmente, la situazione pedoclimatica del Montana, insieme alle caratteristiche genetiche che determinano la resistenza dei Solaris, sono integrate per amplificare la resistenza stessa ai patogeni dei Solaris.

Sono temi di indubbio interesse anche per noi di Enologica Friulana, che quindi mettiamo a disposizione le nostre competenze e risorse per contribuire allo sviluppo del “Progetto Solaris”

Nel dettaglio Enologica Friulana darà il suo contributo analizzando le uve e il vino derivati ​​dalla microvinificazione di Solaris per la vendemmia 2019 e anche il vino ottenuto dalla vendemmia 2018.

Gli obiettivi principali della collaborazione sono i seguenti:

Definire l’andamento della maturazione delle uve Solaris correlandolo con i dati climatici raccolti dalle stazioni meteorologiche locali.

Valutare la possibilità di ottenere un vino caratteristico legato al territorio montano friulano capace di incontrare la soddisfazione dei consumatori, e di conseguenza in grado di aumentare lo sviluppo del settore agricolo ed in particolare vitivinicolo nell’ambiente montano friulano.

Effettuare uno studio sulle caratteristiche aromatiche del vino.

Isolare i lieviti indigeni dalle uve Solaris per studiarne le caratteristiche fermentative e valutarne l’idoneità alla produzione di LSA (lievito secco attivo) idoneo alla commercializzazione.

L’analisi dei parametri di maturazione delle uve sarà:

Acidità totale – acido tartarico – acido malico – acido citrico – pH

Zuccheri totali – glucosio + fruttosio

Catechine – Polifenoli totali

Le analisi delle caratteristiche aromatiche del vino saranno:

Alcoli superiori

La valutazione organolettica dei vini ottenuti dalle microvinificazioni sarà ottenuta attraverso degustazioni mirate, che potranno essere gestite nella sala degustazione di Enologica Friulana che metterà a disposizione la sala.

L’isolamento dei lieviti e la caratterizzazione della cinetica fermentativa dei lieviti stessi saranno ottenuti da uve campionate nei vigneti in studio (a diverse altitudini). Il protocollo di studio sarà lo stesso precedentemente utilizzato da Enologica Friulana per la selezione di ceppi di lievito autoctoni friulani, in collaborazione con il laboratorio di Italiana Biotecnologie Srl. “

dott. Nicola Macrì – Enologia friulana

Dal 2020, inoltre, e’ stato lanciato un nuovo progetto, il “Progetto Johanniter”, a Forni di Sotto (UD), curato in esclusiva dal dott. Roberto Baldovin, con l’obiettivo di portare la F.V.G. anche la varietà resistente denominata “Johanniter”.