QUELLI CHE SI LIMITANO, SAGGIAMENTE, A CIO’ CHE PAR LORO POSSIBILE,

NON AVANZERANNO MAI DI UN PASSO.”

RENATO CACCIOPPOLI

 

Sono nato a Udine il 2 aprile 1977 da mia madre, Giovannina, donna valorosa e gran lavoratrice, a cui devo l’85% del mio essere, e da mio padre, Livio, muratore, uomo dal cuore immenso.

Ho una sorella, Daniela, di quasi due generazioni più giovane di me, che amo moltissimo.

Ho vissuto tutta la mia infanzia, fino all’età di 19 anni, a Forni di Sotto, piccolo e focoso paese del nord ovest del Friuli, in Carnia. Il mio paese è sempre stato affascinante ed emblematico, paesaggisticamente a tratti metafisico.

Proprio lui, si’, il mio grande paese, caratterizzato da frequenti ma banali battibecchi. Ma la sua caratteristica più grande deriva dalla capacità della sua gente di ritrovarsi, dopo i litigi, seduti insieme a sorridere e conversare davanti a un bicchiere di vino. Li conosco bene, i miei paesi della Carnia; maltrattati dal resto di questa parte del mondo, con l’audace ipocrisia e supponenza di un falso “meglio”, ma sicuramente migliore di tanti sostenitori del “nulla dell’inanita'”.

Nel primo decennio degli anni 2000 ho iniziato ad appassionarmi sempre più al mondo del vino e dei distillati. Ho iniziato a cercare di vedere le cose con una prospettiva diversa da quella che osservano le persone.

Sono una persona estremamente convinta che la scienza debba rispondere prima al “perché” e poi al “come”. 

In gioventù ho frequentato una scuola seria e difficile, forse più per amore che per vocazione, dove ho scoperto per caso altre due mie grandi passioni: la filosofia e la musica, che avrebbero dato un sostanzioso impulso a ciò che ho svolto negli anni a venire, facendomi sognare, ragionando, essendo ed amando: “amare”, concettualmente come Platone lo espone nel Fedro, le cose e, in particolare, le persone.

Studente indisciplinato, “fuori controllo”, “Baldovin vai fuoriii!”, come diceva la mia professoressa di latino.

Incorreggibile con tutti i professori, ma curioso come non mai.

IL VERO VIAGGIO DI SCOPERTA NON CONSISTE NEL TROVARE NUOVI TERRITORI, MA IN POSSEDERE ALTRI OCCHI, VEDERE L’UNIVERSO CON GLI OCCHI DI UN ALTRO, DI CENTINAIA DI ALTRI: OSSERVARE I CENTINAIA DI UNIVERSI CHE CIASCUNO OSSERVA, CHE CIASCUNO È . “

MARCEL PROUST

Non sono stato un grande esempio per chi vuole essere un allievo modello, ma un ottimo esempio per gli altri – per chi ama il rischio, per chi, come diceva Rimbaud, ama essere “Un Angelo nelle mani di un barbiere”.

Eterno ammiratore degli “ultimi”, in cui ho trovato più profondità e intelligenza che nelle persone superiori, sono sempre stato infatuato della bontà intrinseca negli esseri umani più nobili, innamorato dei sorrisi principeschi e dagli occhi col mediterraneo dentro, quelli che ti schiacciano il tuo cuore, per il quale dedichi i vini, la vita e il tuo tempo ad aspettarle.

STARE CON TE O STARE SENZA DI TE E’ ‘UNICO MODO CHE HO PER MISURARE IL TEMPO”

JORGE LUIS BORGES

In pratica sono un raro caso di “Romantico Illuso Conservatore di Sinistra”.

Dopo la morte di mio padre nel 2001, ho terminato gli studi a Udine, laureandomi in Scienze Ambientali.

Sono sposato dal 2006 con una splendida mamma (Esmeralda) delle mie immense figlie, Giusy (2003) e Liviana (2006), che sono i diamanti della mia vita.

Ho quindi iniziato a studiare seriamente la viticoltura: non una viticoltura classica, ma una viticoltura eroica, fatta di ricerche e di innumerevoli problemi, sogni ed imprevisti. Studiarla in modo diverso, abbandonando tutti i canoni classici che le appartengono.

La prima domanda che mi sono posto all’inizio della mia avventura è stata: “Perché il Friuli è l’unica regione delle Alpi italiane che non ha viticoltura in montagna?” … E da lì ho iniziato i miei studi e, fortunatamente, non ho ancora smesso.

Sono appassionato dello sconosciuto, a cui ormai mi sono dedicato e che, per me, diventa e diventerà, fino alla fine dei miei giorni, una sfida quotidiana. In questo tipo di ricerca, nel futuro regna l’ignoto e non viceversa: la vera sfida è proprio “domare l’ignoto”, stare dalla parte del lato oscuro, senza caderci dentro!

Non mi piegherò mai a dei profitti avversi a scapito del discredito del mio esser persona, dell’unicità del soggetto stesso e delle mie idee, di cio’ che sono e che ognuno di noi e’.

Amo l’amore, purtroppo lui non sembra amarmi mai (almeno credo)… e’ la mia piaga, il mio destino. Pazienza.

Seguo il cuore, anche se inganna più di ogni altra cosa.

Con l’amore, che amo, cerco di superare tutti gli ostacoli in modo veramente romantico.

Penso con il cuore, ascolto con gli occhi, assimilo con l’anima e formulo con la mente.

Non posso fare diversamente.

IO DANZO IL MIO ESSERE CON LA RICCHEZZA CHE SO DI AVERE E CHE MI SEGUIRÀ OVUNQUE: QUELLA DI AVER DATO A ME STESSO LA POSSIBILITÀ DI ESISTERE AL DI SOPRA DELLA FATICA E DI AVER IMPARATO CHE SE SI PROVA STANCHEZZA E FATICA BALLANDO, E SE CI SI SIEDE PER LO SFORZO, SE COMPATIAMO I NOSTRI PIEDI SANGUINANTI, SE RINCORRIAMO SOLO LA META E NON COMPRENDIAMO IL PIENO ED UNICO PIACERE DI MUOVERCI, NON COMPRENDIAMO LA PROFONDA ESSENZA DELLA VITA, DOVE IL SIGNIFICATO È NEL SUO DIVENIRE E NON NELL’APPARIRE. OGNI UOMO DOVREBBE DANZARE, PER TUTTA LA VITA.
NON ESSERE BALLERINO, MA DANZARE. CHI NON CONOSCERÀ MAI IL PIACERE DI ENTRARE IN UNA SALA CON DELLE SBARRE DI LEGNO E DEGLI SPECCHI, CHI SMETTE PERCHÉ NON OTTIENE RISULTATI, CHI HA SEMPRE BISOGNO DI STIMOLI PER AMARE O VIVERE, NON È ENTRATO NELLA PROFONDITÀ DELLA VITA, ED ABBANDONERÀ OGNI QUALVOLTA LA VITA NON GLI REGALERÀ CIÒ CHE LUI DESIDERA. 

È LA LEGGE DELL’AMORE: SI AMA PERCHÉ SI SENTE IL BISOGNO DI FARLO, NON PER OTTENERE QUALCOSA OD ESSERE RICAMBIATI, ALTRIMENTI SI È DESTINATI ALL’INFELICITÀ. “

RUDOL’F CHAMETOVIČ NUREEV

Ho iniziato a studiare a fondo quali varietà potevano essere coltivate nel nostro ambiente indisciplinato, come coltivarle, come fare il vino. È diventata un’ossessione. Un’ossessione incantevole, come un bel sorriso o gli occhi espressivi e sorridenti di una donna bruna.

Coltivo uve e produco vino dal 2015 a quote superiori agli 850 m. . Ho trovato una grande varietà, Solaris, che si adatta bene al nostro clima e alle nostre temperature; germina tardi e matura presto, resiste bene al freddo e alle malattie. Mi sto concentrando essenzialmente su questa varietà, però, assieme ai miei colleghi, abbiamo anche preso altre strade che sicuramente daranno grandi risultati.

Sono costantemente alla ricerca di altre cultivar per dare lustro al nostro territorio.

Non mi fermo mai, per non perdermi nel buio.

Dal 2018 produco vini Solaris con ottima gradazione alcolica, acidità e aromi complessi.

Tra gli amici che collaborano con me annovero anche diversi super esperti, tutti appassionati e grandi bevitori.

Senza di loro sarei perso, sono i miei angeli custodi: governano la mia impulsività, il mio vagare tra gli errori e il mio pensare con il cuore con enorme saggezza e pazienza (frustrazioni a parte!).

Scritto dal cuore, che governa ogni cosa.