Il progetto Biovitis nasce nel corso del 2021 e si colloca in un contesto transfrontaliero che parte dalla Carnia (I) attraverso la Val Canale (I) fino alla Valle della Gail (At).

I partner del progetto sono due aziende del F.V.G. area e la Camera dell’Agricoltura della Carinzia (At), un’azienda carinziana è partner associato del progetto. L’obiettivo del progetto è quello di avere, a conclusione, un’analisi dello sviluppo fenologico e del livello di resistenza di specifici vitigni alle mutate condizioni climatiche e alle principali malattie, che colpiscono la vite a determinate altitudini. Si procederà con l’analisi della resistenza delle piante alle principali malattie con l’ausilio di stazioni meteorologiche, mentre con il laboratorio mobile, attraverso l’analisi della percentuale di rame presente sulle bucce, si valuterà l’indice sanitario delle uve essere indagato. e si procederà all’analisi della vitalità dei lieviti, sempre sulle bucce, e dell’acido gluconico nelle uve.

Tutti i dati saranno trasmessi in tempo reale per l’elaborazione digitale.

Attraverso i software sarà possibile ottenere indicazioni grafiche predittive sulla possibilità di insorgenza di varie malattie, che colpiscono la vite in determinati contesti climatici ea determinate altitudini. Contestualmente verrà registrato, confrontato e valutato lo sviluppo delle singole varietà al fine di verificare la tipologia di uva (varietale) che meglio si adatta alle altitudini alle quali si trovano i vigneti.

L’attuazione del progetto è necessaria per poter affrontare i problemi e le minacce esistenti nelle regioni coinvolte, tra cui si segnalano in particolare i vari effetti negativi sulla biodiversità e il valore prezioso del paesaggio.

In tutta l’area di progetto, anche l’agricoltura è un settore che ha subito negli ultimi decenni un forte ridimensionamento, vista anche l’erosione del suolo e la relativa

dissesto idrogeologico che ne deriva. Il progetto creerà opportunità per nuovi posti di lavoro a livello locale in un settore relativamente nuovo, quello della viticoltura d’alta montagna, grazie allo scambio di know-how tra aziende di aree diverse. Per le imprese part-time, l’agricoltura è un’importante integrazione del reddito familiare.

Allo stesso tempo, l’attività agricola deve inserirsi in un contesto climatico mutato, essere proattiva nella conservazione della biodiversità e del paesaggio e delle peculiarità degli ambienti di produzione, e sviluppare filiere e politiche commerciali più efficaci.

L’obiettivo generale del progetto è favorire lo sviluppo locale attraverso l’analisi delle opportunità nel settore vitivinicolo attraverso una collaborazione transfrontaliera per lo scambio di conoscenze nel settore vitivinicolo. L’obiettivo specifico del progetto è quello di avere a conclusione un modello predittivo relativo al clima nelle micro aree di riferimento, che consenta di programmare lo sviluppo della viticoltura in alta montagna.

Le attività previste sono:

1. raccolta dati: elaborazione del form per la raccolta dei dati

2. analisi ed elaborazione dei dati

3. sistematizzazione dei dati

4. sviluppo di un modello predittivo

I risultati attesi dal progetto sono:

1. studio delle condizioni microclimatiche nelle aree di studio del progetto;

2. Come e in che misura il progetto è coerente con una strategia più ampia sull’uno o sull’altro

Il valore aggiunto generato dalla cooperazione transfrontaliera rispetto ad un approccio prettamente nazionale/regionale è dato dal fatto che il progetto si basa sul confronto di siti ubicati ad altitudini simili con diversi substrati pedologici e diversi subclimi, il che aggiunge un valore significativo . allo studio in quanto non è limitato ad una singola area specifica o ad un’unica area allo stesso tempo particolarmente estesa.

 

I partner del progetto proposto intendono svolgere attività analoghe sul proprio territorio, ma allo stesso tempo specifiche per le singole realtà, significative per il territorio

programma transfrontaliero. La cooperazione transfrontaliera tra imprese dell’area CLLD è quindi il livello ideale su cui agire per valorizzare le risorse e le peculiarità locali, superare i limiti dimensionali e mantenere o creare posti di lavoro, soprattutto per i giovani. L’approccio transfrontaliero consente di concentrare le attività pianificate in un’area che darà valore a un progetto che si può definire pilota e la sua replicabilità sarà alla portata di altre aziende simili per tipologia e dimensione. Pertanto, la cooperazione nella fascia transfrontaliera potrà ampliare il potenziale ambientale dell’area stessa. Un approccio a livello nazionale o regionale non consentirebbe di affrontare la questione in modo così preciso e connesso al microclima dell’area oggetto di intervento.

I partner del progetto sono complementari, perché 2 sono aziende sul territorio italiano, ma il monitoraggio e la raccolta dei dati saranno implementati anche nel territorio carinziano sotto la responsabilità della Camera dell’Agricoltura che fungerà da supervisore scientifico. L’AC della Carinzia potrà implementare il database, raccogliendo i dati dai suoi vigneti.

Il progetto stesso si propone innanzitutto, al termine delle attività, di effettuare un approfondimento sulla coltivazione e conseguente maturazione dell’uva in montagna (750-900 m s.l.m.). I partner del progetto sono principalmente interessati a continuare con le attività anche dopo la fine del progetto, perché intendono continuare a creare/sviluppare questa nicchia di mercato. La Camera dell’agricoltura della Carinzia utilizzerà il modello di valutazione per le sue attività di consulenza e supporto per gli agricoltori della Carinzia che desiderano sviluppare la produzione vinicola.

Verranno inoltre poste le basi, in collaborazione con gli enti preposti, al fine di valutare la fattibilità di un percorso per l’ottenimento di un eventuale IGT nell’area montana, attualmente assente in FVG.

I vari dati raccolti durante l’attuazione delle attività possono poi rimanere a disposizione per costituire la base per il proseguimento del progetto o per l’attuazione di nuovi progetti. La durata e l’effetto nel tempo dei risultati saranno garantiti anche grazie alle azioni di divulgazione. Ogni partner ha una propria rete, non solo locale, i cui soggetti possono essere attivati ​​per aumentare il potenziale comunicativo dei risultati del progetto. I partner organizzeranno eventi di informazione pubblica. Nella fase finale, tra i prodotti presentati ci sarà una documentazione scritta scaricabile online per facilitare la comunicazione e favorire la trasferibilità sistematica dei risultati del progetto. Le attività previste sono un seminario dedicato al gruppo target di coloro che intendono avviare l’impresa

di viticoltura (vignaioli ma anche altri) e un webinar, che sarà invece dedicato principalmente agli esperti del settore.

I prodotti e i risultati del progetto possono essere applicati o replicati da altri enti o regioni al di fuori di questo progetto grazie in primis alle azioni di comunicazione che saranno volte a diffondere i risultati dello studio/analisi che emergeranno dal progetto sia in dell’area di competenza oltre che esterna alla stessa, al fine di condividere le conoscenze e i risultati acquisiti affinché questi possano essere implementati o replicati.

Il modello può essere utilizzato autonomamente da altri soggetti/aziende o enti.

Il sistema di utilizzo e di attuazione del modello sarà presentato anche alle autorità competenti in FVG affinché possa essere utilizzato su tutto il territorio montano della Regione.

La comunicazione del progetto si concentrerà su 3 concetti fondamentali:

1. il valore ambientale ed ecologico della viticoltura di montagna;

2. la definizione della filiera della viticoltura di montagna e le conseguenze del prodotto;

3. la presentazione/comunicazione della catena del valore.

La viticoltura di montagna si presenta come un modello capace di promuovere e valorizzare le risorse naturali in modo sostenibile. La comunicazione del progetto partirà da questi presupposti per svilupparli in modo coerente e dar loro visibilità.

Verrà inoltre approfondito il tema della tracciabilità del prodotto e il concetto di garanzia della qualità, a tutela sia dei produttori che dei consumatori proprio in relazione all’ambiente naturale in cui cresce.

Le azioni di comunicazione saranno volte a diffondere i risultati dello studio/analisi che emergeranno dal progetto sia nell’area di competenza che al di fuori di esso, al fine di condividere le conoscenze e i risultati acquisiti.

Ha lo scopo di raggiungere differenti obiettivi di comunicazione (funzionali al raggiungimento degli obiettivi del progetto), con conseguenti differenti target e approcci comunicativi.