Dal 2020 è iniziato un nuovo progetto di sperimentazione e ricerca, in collaborazione con la fondazione edmund mach di san michele all’adige (TN), incentrato principalmente sulla messa a dimora della cultivar denominata “Johanniter” (Iscritta all’Albo Nazionale nel 2014).

E’ stata presentata richiesta alla Regione Friuli Venezia Giulia di sperimentazione per poter registrare questa varietà affinché possa essere coltivata e commercializzata anche nella nostra regione.

Tale richiesta è motivata dal fatto che recentemente sono stati iscritti al Registro Nazionale dei Vitigni vitigni resistenti alle principali malattie e al freddo. Di conseguenza, questi vitigni potrebbero essere adatti al clima e ai vari tipi di terreno presenti nel comune di Forni di Sotto (UD) e ad altitudini e zone simili. Potrebbero anche creare nuove economie di aree montane e sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che sociale, incentrate sulla produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli di montagna.

La varietà sopra elencata non è mai stata sperimentata nelle zone montane del Friuli Venezia Giulia, mentre è coltivata in Trentino Alto Adige e Veneto, località in parte simili alla nostra per orografia, clima e precipitazioni. Inoltre, la sua precoce maturazione (raramente matura dopo la seconda decade di settembre), la sua ottima resistenza al freddo (resistono a temperature anche inferiori a -24°C) e l’ottima resistenza alle principali malattie, fanno pensare che questa varietà possa essere coltivabile in le montagne friulane per produrre vino (ad altitudini comprese tra 650 e 900 metri).

Gli obiettivi della sperimentazione sono valutare il potenziale enologico, il grado di resistenza alle malattie, l’adattamento agli ambienti montani di Johanniter nel comune di Forni di Sotto (UD) a quota 730 m. s.1.m ..

La durata della sperimentazione è di cinque anni (cinque anni 2020 – 2025).

Come già accennato, sarà testata la resistenza alle principali malattie, saranno registrate le fasi fenologiche di ciascuna varietà, sarà effettuata la vinificazione e saranno effettuate valutazioni dei profili polifenolici e aromatici delle varie specie, analizzandone anche l’adattabilità a esigenze enologiche.

I parametri saranno raccolti secondo le normative comunitarie, con l’utilizzo di codici OIV, con parametri ampelometrici e con la raccolta di dati produttivi ed enologici per almeno tre anni.

Le uve di questi impianti verranno utilizzate per ottenere microvinificazioni, utilizzate esclusivamente, per tutto il periodo sperimentale, per analisi chimiche e organolettiche.

Come obiettivo finale, al termine del suddetto periodo, ci siamo posti la presentazione di una relazione scientifica, esaustiva ed obiettiva, che induca gli organi competenti, sulla base dei risultati raggiunti, ad ammettere o escludere la coltivazione di Johanniter in la Regione Friuli Venezia Giulia e, soprattutto, nelle zone montuose della Carnia.

Le viti saranno allevate a cordone speronato con il metodo Simonit & Sirch. La distanza tra le piante varierà da un minimo di 80 cm ad un massimo di 1,10 m, a seconda del metodo di potatura utilizzato.